
In quale altro posto del mondo la cultura dell'ospitalità può unirsi a quella della buona tavola, semplice e dai sapori decisi? La varietà geologica del territorio, unita alla presenza di etnie diverse ed alla tradizione contadina, permette alla gastronomia calabrese di offrire un'innumerevole gamma di prodotti genuini e di pietanze prelibate e gustose.
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antica terra piena di storia con il suo mare blu, le sue bianche spiagge, il verde dei boschi e delle pinete, i suoi paesini abbarbicati sulle alture, è situata fra due mari e si protende a sud quasi a tender la mano alla Sicilia. |
E' uno dei parchi più giovani d'Italia, e sicuramente è il più grande della penisola con i suoi 192.000 ettari. L'intera zona del parco è costituita dai Massicci del Pollino, dell'Orsomarso e del poco noto, ma stupendo massiccio del Pellegrino. |
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Il Pino Loricato E' una catena montuosa dell'Appennino meridionale, al confine tra la Basilicata e la Calabria, immersa nel cuore del Mediterraneo.Ha vette tra le più alte del Mezzogiorno d'Italia, coperte di neve per lunghi periodi dell'anno, da novembre a maggio. Dalle sue cime, oltre i 2200 metri di altitudine sul livello del mare, si colgono, ad occhio nudo, ad ovest le coste tirreniche di Maratea, di Praia a Mare, di Belvedere Marittimo e ad est il litorale ionico da Sibari a Metaponto. La natura e la cultura del Pollino, il quadro globale e unitario del suo patrimonio fisico ed umano, multiforme e complesso, vasto e diverso, spaziano da valori naturalistici, geomorfologici, vegetazionali, botanici, faunistici, a valori paesaggistici, storici, archeologici, etnici, antropologici, culturali, scientifici, unici ed irripetibili. La parte di natura più "prestigiosa" e più rinomata è fatta di rocce dolomitiche, di bastioni calcarei, di pareti di faglia di origine tettonica, di dirupi, di gole profondissime, di grotte carsiche, di timpe di origine vulcanica, di inghiottitoi e di fenomeni carsici, di pianori e di prati. Al suo interno, di notevole bellezza sono: Le bastionate rocciose della Serra Dolcedorme che con i suoi 2266 metri rappresenta la cima più alta della Calabria, il Monte Pollino che dà il nome all'intero massiccio montuoso, il Vallone del Colloreto con la sua macchia ombrosa lussureggiante, il Cozzo del Pellegrino con le sue cime che superano tutte i 1700 metri di quota, e la Valle dell'Abatemarco che mischia cime rocciose a boschi fittissimi. |